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Intelligenza artificiale e PMI. Nuove e concrete opportunità

  • dwaconsulting
  • 13 mar 2024
  • Tempo di lettura: 4 min

Giacomo e Alessio, il braccio e la mente. Il tecnico e il filosofo. Soci fondatori di NovaEgo, società giovane e dinamica che vuole rispondere ad un’esigenza specifica di mercato: fornire una strategia digital “ad hoc”, cucita addosso al cliente, non una web agency classica ma una struttura altamente flessibile, in grado di analizzare le necessità del cliente, definire una strategia, costruire gli strumenti necessari per raggiungerla e ottimizzarla. Giacomo Penuti si occupa all’interno di Ag46 Invest srl di intelligenza artificiale per quanto riguarda l’ambito più prettamente tecnico, mentre Alessio Astolfi si occupo degli aspetti più “filosofici e legati a marketing e comunicazione.

“NovaEgo nasce nel 2014, quando capiamo che c’era una grossa necessità nelle aziende italiane e non solo, quella di avere risposte a esigenze di natura digitale che andassero oltre alle proposte delle classiche agenzie, analizzando le esigenze dei potenziali clienti e proponendo soluzioni, dal marketing all’advertising, sfruttando anche le potenzialità dell’intelligenza artificiale”, raccontano.

Giacomo e Alessio, perché nessuno in questo momento storico può prescindere dal digitale?

Nella vita di tutti i giorni sempre più ci troviamo ad avere a che fare con dispositivi elettronici, dai pc ai telefoni alle tv, cerchiamo informazioni di tutti i tipi online, cerchiamo di assumere qualcuno su Linkedin e altro ancora, il digitale è ovunque nella nostra vita.

Perchè la trasformazione digitale è essenziale per la sopravvivenza delle PMI?

Innanzitutto per un tema di competitività, se la trasformazione digitale non avviene in una determinata azienda avverrà comunque nel suo competitor. L’ottimizzazione dei processi interni da una parte impatta sulle scelte migliori, dall’altra sulla performance dei processi, rimanere indietro sul mercato non è un’opzione per nessuna azienda. In Italia lo abbiamo abbastanza capito ma ci sono ancora delle reticenze, un po’ dispiace perché a volte scegliere se investire nella digitalizzazione diventa una questione di principio anziché di mercato.

L’intelligenza artificiale è uno dei temi più dibattuti del momento, per molti rimane ancora un concetto astratto e lontano, invece è già una realtà palpabile, dove soprattutto?

L’intelligenza artificiale è una branca della scienza informatica che mira a fare in modo che sistemi informatici vadano a fare delle attività che sarebbero proprie della mente umana, ne abbiamo già oggi nelle vita di tutti i giorni: è di vari generi, la debole, la forte, la generativa e l’esistenziale, quando si pensa oggi all’intelligenza artificiale si tende a pensare a quella generativa, ad esempio ChaGPT, ma in realtà anche Alexa e Siri sono già dispositivi di intelligenza artificiale. Quella più evoluta è quella forte che permette di avere non solo un compito specifico ma tante attività diverse, l’esistenziale è quella diciamo un po’ dei film di fantascienza in cui l’intelligenza artificiale è un’anima.

Che tipo di aziende possono trarre beneficio dall’intelligenza artificiale e in che modo?

Tutte ne possono avere bisogno, a patto che l’azienda tratti dati in formato digitale, ormai questo è abbastanza diffuso: dall’altra parte i processi che possono essere facilitati sono quelli di catalogazione dei dati, quelli dell’ambito predittivo come il rifornimento magazzino e l’ambito dell’ottimizzazione, ad esempio individuare la miglior sequenza di produzione. In generale può essere applicata in qualunque azienda.

Come nasce la collaborazione con Alberto Birtele e con lo studio Dwa Consulting? Che tipo di percorso si può sviluppare?

Nasce perché ci siamo resi conto che nel tessuto imprenditoriale c’è grande interesse verso l’intelligenza artificiale ma la domanda era sempre, da dove parto? Come inizio a introdurre nei miei processi l’intelligenza artificiale? E’ utopistico pensare che entri in tutti i processi dell’azienda, questa collaborazione nasce per dare l’opportunità intanto di capire insieme cosa può portare di nuovo l’inserimento dell’intelligenza artificiale, per ottimizzare al massimo le risorse che l’azienda ha a disposizione.

Che tipo di investimento prevedere?

Quando si parla di budget si ragiona su quanto posso spendere in relazione a quanto mi può portare, ragionando su quanto posso risparmiare ma anche e soprattutto su quanti errori questi nuovi processi mi hanno evitato, sia in termini di processi interni ma anche come qualità che dai ai tuoi clienti. Ad esempio abbiamo clienti che sanno già in un determinato periodo dell’anno cosa comprare perché l’hanno visto dagli anni scorsi, ma magari inseriamo anche la variabile del Covid, della guerra, lo stretto di Suez che è chiuso, l’intelligenza artificiale crea un nuovo scenario che poi diventa molto importante dal punto di vista predittivo: un tempo erano analisi che richiedevano molto tempo e molti soldi, ora si riescono ad avere strumenti molto più efficaci. E ancora pensiamo a macchinari che tagliano la lamiera, magari grazie all’intelligenza artificiale uno strumento si accorge che quando si arriva ad una certa temperatura dopo due cicli si rompe, la valutazione predittiva ti fa risparmiare soldi e tempo, gli ambiti di applicazione sono tantissimi. Collaboriamo ad esempio con un cliente che ha creato canzoni per il suo punto vendita con l’intelligenza artificiale, l’esigenza era di avere musica non protetta da royalty, con degli strumenti appositi addirittura verifica che tipo di clientela c’è all’interno e decide che tipo di musica produrre. La base è digitalizzare i dati, poi l’intelligenza artificiale ci aiuta ad utilizzarli.

Come sta cambiando e cambierà il ruolo delle persone con l’avvento dell’AI?

La macchina compie delle azioni proprie della mente umana, che però rimane unica per capacità creativa, pianificazione, organizzazione, creazione del processo di sviluppo, l’intelligenza artificiale non potrà mai vivere da sola, è l’essere umano che deve fornire i dati all’intelligenza artificiale, non sarà mai un sostituto, la venticinquesima ora, un braccio in più per tutte quelle attività che non necessitano di quel valore aggiunto che la mente umana può dare.

 
 
 

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